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LA NUVOLA DI MASSIMILIANO FUKSAS PRESSO IL QUARTIERE EUR DI ROMA. DI MORENO ORAZI

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Architetture sorprendenti di oggi (3)

Continuando la nostra esplorazione di architetture e spazi tributari a livello di immagine di altre forme d’espressione che hanno prodotto un esito originale e rinnovato la figura architettonica va doverosamente annoverato Il Roma Convention Center, il nuovo Centro Congressi realizzato all’EUR su progetto dell’archistar italiano Massimiliano Fuksas, noto al grande pubblico come la nuvola.

Il progetto si inscrive all’interno della tendenza affiorata all’inizio del nuovo millennio che vede gli architetti di maggior grido dare ampio spazio alla loro libertà creativa assumendo, nella progettazione delle grandi strutture culturali (e il Centro Congressi è tra queste), temi e motivi esterni ed estranei ai repertori stilistici ed ai codici linguistici architettonici tradizionali. Non ponendo limiti alla loro fantasia gli architetti di oggi elaborano immagini originali ed insolite che subordinano, gli aspetti funzionali, costruttivi e statici della costruzione alla rappresentazione del tema figurativo che costituisce il nucleo immaginativo ispiratore delle loro opere. Né la nuvola di Fuksas è la figura irregolare, informale ed evanescente di una nuvola. Il motivo iconografico ispiratore della forma architettonica.

 La nuvola è un involucro spaziale dove sono collocate delle sale conferenze ricavato all’interno del grande parallelepipedo del nuovo Centro Congressi dell’EUR. Si tratta di una costruzione monumentale che occupa un intero isolato. L’edificio che racchiude al suo interno La nuvola è concepito come una grande teca di cristallo costruita per mettere in bella mostra questo suo immaginifico nucleo centrale.

La nuvola ha un andamento mistilineo curvo che mima quello di un cirro, il suo alter ego naturale; è visibile dall’esterno attraverso la gigantesca parete vetrata disposta lungo strada la cui funzione è, per l’appunto, quella di renderla visibile da fuori.

Ciò che avvicina maggiormente la forma de La nuvola al suo modello naturale, così come è stata resa architettonicamente da Fuksas, è il colore biancastro e l’andamento curvilineo dell’involucro. Di fatto la nuvola è un guscio informale ingabbiato nel grande volume vetrato che la contiene ed al cui interno staziona immobile; tutt’altra cosa da una nuvola reale. Il contrasto tra l’oggetto della rappresentazione e la sua trasposizione architettonica è molto forte. La nuvola, proprio a causa della sua mutevolezza, alla sua estrema motricità dovuta al vento che la sospinge ed alla sua evanescente vaporosità è, tra le forme naturali, quella che, assai meno di altre, si presta ad essere rappresentata attraverso l’architettura a causa della sua natura fenomenica e della scarsa duttilità dei codici architettonici a rappresentare forme naturali.

La nuvola di Fuksas è un’architettura che misura i limiti del codice linguistico architettonico quando questo viene impiegato come medium figurativo utilizzato per riprodurre mimeticamente le forme libere della natura. Contrariamente alla pittura, alla scultura, al cinema, al fumetto, alla computer-grafic ed alla altre arti visuali, non si presta alla riproduzione mimetica delle forme naturali perché la figurazione è subordinata alla costruzione edilizia che è fortemente vincolata alle leggi della statica ed alla relativa scarsa duttilità dei materiali da costruzione. Quando ci si propone di riprodurre le forme della natura con i mezzi dell’architettura i gradi di astrazione e di approssimazione restano sempre molto grandi anche se non mancano esempi di architetture in cui si è raggiunto un grado di imitazione di un ambiente naturale assai alto come nel Viale del Rosario presso il Parco Guell a Barcellona dell’architetto catalano Antonio Gaudi (1852-1926). Si tratta in ogni caso di eccezioni e il tasso di artificialità resta comunque alto come la nuvola stessa dimostra.

Sono entrato dentro la nuvola in occasione della Fiera della Piccola e Media Editoria “Più libri più liberi” svoltasi a Roma dal 6 al 10 dicembre 2017. La nuvola è senz’altro più bella fruita dall’interno che vista da fuori. Muoversi dentro l’involucro plastico è un’esperienza davvero affascinante. Stilisticamente possiamo definire la nuvola un’architettura neo-barocca high-tech. Come gli artisti della grande stagione del barocco romano, a cui idealmente si ricollega, anche Fuksas si prefigge con questa sua opera di “stupire e suscitare la meraviglia”.

Muovendomi all’interno de la nuvola mi è venuta alla mente Fontana di Trevi, che è un’espressione tipica del naturalismo barocco romano. L’architetto Nicola Salvi (1697-1751), con la sua realizzazione, ha creato un ambiente marino popolato di divinità acquatiche dalla forte impronta naturalistica, dando luogo ad una rappresentazione concreta della mitografia della natura propria del suo tempo; allo stesso modo Fuksas, con la nuvola, nel fissare la forma di una delle morfologie naturali più labili e mutevoli e nel permetterci di muoverci al suo interno come se stazionassimo tra i vapori dell’atmosferico paradiso della pubblicità del Caffè Lavazza, ha realizzato, non so se consapevolmente o meno, una iconafortemente rappresentativa della concezione aniconica contemporanea dell’aldilà.

La nuvola mi ha evocato altri due riferimenti visivi. Il primo: Fuksas ha lasciato a vista la possente struttura di acciaio dove è ancorato il tessuto plastico che forma l’involucro esterno de la nuvola generando un’immagine che mi ha richiamato alla memoria certi ambienti del cinema espressionista tedesco degli anni ’30. Il secondo riferimento iconico suscitatomi sono gli spazi placentari ideati dell’architetto rumeno Frederick Kiesler (1896 – 1966), formatosi a Vienna e trasferitosi a New York nel 1925, il quale partecipò attivamente al dibattito sulla forma più appropriata della casa contemporanea sviluppatosi negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. Secondo Kiesler la configurazione ottimale della casa è una concatenazione proteiforme di spazi cavi che riproducono l’ambiente della placenta materna, la prima casa in cui tutti abbiamo abitato prima di venire al mondo, di cui realizzò un prototipo e vari modelli.

Un’ultima notazione: di notte la nuvola si tinge di rosso come in certi tramonti estivi di fuoco. Si tratta di un altro aspetto che rimarca il carattere artificiosamente   questa architettura neo-barocca e pop al tempo stesso.

 

 

 

 

 

 

 

Nota bene

 

L’immagine esterna de La nuvola vista su

 https://www.guidafinestra.it/la-nuvola-di-fuskas-vediamo-come-e-fatta/

L’immagine di Frederick Kiesler vista su

https://dprbcn.wordpress.com/2009/09/21/endless-house-frederick-kiesler/