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Perché gli USA possono perdere in Afghanistan e Vietnam, e la Russia non può perdere in Ucraina?

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Dal Professor Orsini a Conte, la ricetta della “Pace” è unanime: dare concessioni alla Russia perché “tanto la Russia non può perdere la guerra”, ma dove sta scritto?

“Dove fanno il deserto, lo chiamano pace”. Tacito ci viene incontro per descrivere quello che accadrebbe all’Ucraina in caso di vittoria della Russia, ed è il reale motivo per cui oggi corre l’obbligo per l’Europa intera di aiutare l’Ucraina. Ma c’è chi quel deserto lo sostiene, analizziamone i motivi ma anche le critiche ad una teoria che non ha basi storiche per portare alla pace, quella vera.

La nuova teoria pacifista o “annientista”, perché prevede l’annientamento di tutta o parte dell’Ucraina che dovrebbe finire sotto l’annessione russa, del Prof. Orsini, Conte e parte della destra italiana è molto semplice: siccome la Russia “non può perdere”, allora tanto vale regalare pezzi di terra ucraina pur di ottenere la pace. La teoria del “too big to fail”, ereditata dal mondo dell’economia e riferito alle grandi multinazionali, in realtà è già stata ampliamente smentita dalla storia: si pensi alle tante multinazionali che dalla bolla del 2000 in giù sono fallite a partire dalla Leman & Brothers. Ma non solo.

Questa teoria pacifico-annientista cozza non solo con la brutta figura delle forze russe in campo (perso ormai 1/4 del suo potenziale bellico con oltre 30.000 soldati russi uccisi e una aviazione praticamente sparita), ma soprattutto con quello che ci ha insegnato la storia: gli Stati Uniti hanno perso non solo incredibili battaglie ma intere guerre come Afghanistan, Vietnam, Somalia. Dunque perché gli USA possono perdere le guerre e i russi invece no? E dove erano gli amanti di questo nuovo tipo di “pace” quando gli USA invasero Libia, Irak e Siria? Forse allora il discorso dell’arrendersi al più forte per evitare vittime civili non valeva? o forse perché semplicemente gli attuali pacifisti/annientisti tifavano semplicemente per l’avversario “locale”?

C’è una sonora incongruenza tra il silenzio assordante delle guerre di allora e quella di oggi in Ucraina: il paradosso di questi signori strateghi capovolge inoltre l’etica morale portata avanti finora soprattutto dall’Europa: proteggere i più deboli. Come si può anche solo pensare di dire che è meglio porgere l’altra guancia a un bullo che pesta uno più debole di lui solo perché è più forte?

La seconda teoria di Orsini e company nell’elargire concessioni e far vincere la guerra a Putin è: “Se la Russia perdere scoppia la terza guerra mondiale”. Se perdono gli USA in Afghanistan o Vietnam non c’è rischio di guerra mondiale, così come quando l’URSS perse rovinosamente in Afghanistan o la Russia recente non è riuscita nei suoi piani di riprendersi la Georgia, non è scoppiata alcuna guerra mondiale, per cui non si capisce come si possa continuare a giustificare l’espansionismo e il neocolonialismo russo di Putin (che da 23 anni ad oggi, ha una media di un conflitto ogni 18 mesi) con la paura di guerre mondiali possibili.