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I COSY CRIME DI RODOLFO ROTONDO

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“Giallo basilico” e “Il Re muto” sono gli ultimi due gialli di Rodolfo Rotondo, autore di Andora che, oltre alla passione per la musica e per il disegno, ha scoperto durante il lockdown anche quella per la scrittura.

Nascono così i suoi due cosy crime, gialli soft, che non prevedono scene cruente di violenza e il cui protagonista è un “detective per caso”, insomma non di professione. Non solo commissari, ispettori e vice questori, infatti, possono aver a che fare con casi al di fuori della legge.

I gialli di Rodolfo Rotondo si sviluppano attorno al personaggio di Romeo Robutti, perito assicurativo, che tra mille scartoffie e sinistri banali, si trova alle prese anche con pratiche più complesse e incidenti a volte misteriosi. Romeo è un uomo mite, riflessivo, con una famiglia normale, moglie e tre figli, e vive le solite piccole beghe quotidiane di una persona comune. Fa parte della famiglia anche il simpatico cagnolino Nicolson, un jack russel, compagno inseparabile di lunghe passeggiate notturne. Robutti è affiancato dal giovane ed efficiente aiutante Massimo ed è tormentato dall’insistenza e dalla pedanteria dell’Ispettore delle assicurazioni Serene, Igino Secondo. Per il suo coinvolgimento professionale, quale perito assicurativo, è spesso consultato dal Vice Commissario Antonio Maria Spinetti, maniaco dei personaggi delle serie gialle TV, e dal giovane magistrato Laura Beltrami. Vive e lavora ad Imperia, nelle pause dal lavoro non disdegna un caffè sul lungomare e a pranzo si ferma dall’amico ristoratore Aldo. Non ricorda i nomi delle persone che incontra e per le quali inventa buffi soprannomi da appuntare nella sua rubrica telefonica. Ma al contempo è un acuto osservatore che riesce a scovare, tra le pieghe nascoste della quotidianità, inaspettati collegamenti e provvidenziali indizi, utili a risolvere i casi all’apparenza scontati, oppure irrisolvibili.

La sua esistenza è scandita dalle piccole vicende quotidiane e dalle pratiche assicurative che si affastellano sulla sua scrivania e che costruiscono nel racconto una struttura narrativa su più piani. Le trame si intrecciano senza collegamenti apparenti, fino a dipanarsi quando ogni tassello della storia principale torna al suo posto, rivelando un finale a sorpresa. Non manca mai un accennato elemento di mistero soprannaturale che rende il giallo più intrigante.

Nell’ultimo racconto, Il Re muto, Romeo è costretto, per salvaguardare la sua incolumità e quella della sua famiglia, ad allontanarsi da Imperia per raggiungere Spoleto, città a cui è legato per vecchie amicizie dovute alla sua permanenza nel periodo di leva militare. La città del Festival diventa così parte dell’ambientazione del giallo.

La scrittura dei racconti è essenziale ma accurata e rende la lettura piacevole e molto scorrevole. La presenza di personaggi fissi fanno dei gialli di Rotondo dei racconti seriali, con un protagonista azzeccato, veramente ben delineato, che emerge vividamente dalla carta stampata e che potrebbe tranquillamente ambire ad entrare nell’olimpo dei vari “detective per caso” più famosi.