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DAVVERO L’EUROPA CI VUOLE IMPORRE COSA MANGIARE CON IL NUTRI SCORE?

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Cos’è il Nutri Score e davvero penalizza i prodotti italiani? Innanzitutto i tanto temuti burocrati europei non c’entrano nulla. Il Nutri Score è un sistema di classificazione sviluppato in Francia da un gruppo di scienziati indipendenti del Dipartimento di Ricerca in Epidemiologia Nutrizionali (EREN) di Parigi.

Il sistema prevede di dare un “voto” ai prodotti alimentari (cibi e bevande) secondo un sistema a semaforo. In verde gli alimenti con una valutazione “migliore”, in rosso quelli con una valutazione “peggiore”. Infatti sul lato frontale della confezione di un prodotto, vengono indicati i singoli valori nutrizionali con una scala di cinque colori che vanno dal rosso al verde e a cui corrispondono le prime cinque lettere dell’alfabeto, a-b-c-d-e. Come si calcola il Nutri-Score?

Considerati 100 grammi di prodotto, viene analizzato il contenuto di sostanze benefiche, come fibre, legumi, frutta e verdure, e quelle invece che devono essere limitate, come zuccheri, sale, acidi grassi saturi, noti per essere associati a problemi come obesità, diabete e malattie cardiache. Poi attraverso un complesso calcolo, si arriva a un punteggio finale, che permette di assegnare sia un colore che una lettera a uno specifico alimento. Per esempio, l’olio d’oliva viene classificato con il miglior punteggio possibile tra gli oli vegetali, (nella categoria C), ed è quindi migliore dell’olio di soia, girasole e mais, classificati in D, e dell’olio di cocco e di palma e burro, nella categoria E.

In questi giorni Salvini sta girando gli studi televisivi per dimostrare che Nutri Score penalizza i cibi italiani a discapito di quelli delle multinazionali perché – ad esempio – la Coca Cola avrebbe il bollino verde mentre il Parmigiano Reggiano quello rosso.

Salvini ovviamente omette di dire che quella che mostra è la Coca-Cola senza zucchero perché quella “classica” si becca un bel bollino rosso. Per altro la scheda della Coca Zero evidenzia un alto rischio esposizione all’additivo “E150d – Caramello solfito-ammoniacale”. I consumatori possono accedere al database dei prodotti caricato su Open Food Facts che fornisce la classificazione sulla base della dichiarazione nutrizionale e lista degli ingredienti dichiarata dal produttore.

Salvini ha inventato una delirante teoria del complotto secondo la quale Nutri-Score sarebbe “il prodotto di un progetto segreto dell’Unione Europea contro la dieta Mediterranea e i prodotti alimentari italiani”. Niente di tutto questo. Nutri-Score non è segreto ma uno strumento di salute pubblica sviluppato da ricercatori indipendenti per aiutare i consumatori a comprender le qualità nutrizionali degli alimenti. In Olanda ad esempio il sistema di etichettatura è stato adottato ufficialmente dal Governo che ha chiesto di adattarlo alle linee guida olandesi. Il nostro governo invece ha sostenuto la strada di un’etichettatura “a batteria” senza colori ma con percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale rispetto alla quantità giornaliera che però ha il difetto di essere meno “immediato” da leggere rispetto al sistema “a semaforo”.

Ci sono numerosi articoli scientifici a sostegno del sistema Nutri-Score, e naturalmente il consumatore può benissimo ignorare l’etichettatura. Anche la dieta Mediterranea è ampiamente approvata dai nutrizionisti ma non è limitata al consumo di pecorino, gorgonzola o prosciutto. Alimenti che – come è noto – che siano italiani o meno hanno il difetto di contenere una gran quantità di grassi saturi e sale e di essere molto calorici. Questo non significa che non debbano essere consumati ma che lo si debba fare con moderazione all’interno di una dieta bilanciata e varia. Nessuno potrebbe sopravvivere bevendo solo Coca Zero e in pochi condurrebbero un’esistenza sana mangiando solo pecorino e prosciutto.

Un’altra balla di Salvini è che l’olio d’oliva sia classificato come “rosso” (E nella scala) quando invece, come ho scritto in precedenza, è classificato come C e tra gli oli di origine vegetale è il punteggio migliore. Non è nemmeno vero che il prosciutto o la mozzarella sono nella categoria rossa: il primo è classificato come D mentre la mozzarella è C.

Salvini con le sue esternazioni difende gli interessi dei produttori italiani ma non è affatto interessato alla salute dei consumatori italiani, che è il vero obiettivo di Nutri-Score. Solo di recente Nestlé ha accettato di utilizzare il sistema di etichettatura mentre molti grandi aziende del food and beverage come Ferrero, Coca Cola, Pepsico o Unilever non hanno accettato di utilizzarla e quindi il semaforo non è in etichetta. Infine: in Italia dovrà essere il Governo ad imporre ai produttori l’utilizzo del Nutri Score in etichetta (come è successo in Francia, Spagna, Belgio, Svizzera e Germania). Per ora i consumatori italiani potranno consultare Nutri Score solo su Internet. E se Salvini pensa di poter impedire ad altri di valutare il contenuto nutrizionale dei prodotti made in Italy il “potere forte” che non sta dalla parte dei consumatori è proprio lui.

Marco De Angelis

Marco de Angelis
Autore dell’articolo