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PIÙ CHE I SOLDI CONTANO LE IDEE

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Gibellina si è trasformata, fin dalla sua ricostruzione post terremoto, nel più grande museo d’arte contemporanea a cielo aperto in Europa, con le sue celebri opere come il Grande Cretto di Alberto Burri, che con una colata di cemento ricoprì le macerie del centro storico.

Già da diversi anni laboratorio sperimentale di arte e architettura, Gibellina oggi ospita la seconda edizione di PhotoRoad, il primo festival di fotografia open air e site specific d’Italia: trentacinque mostre allestite in tredici diverse location e oltre trenta artisti provenienti da dieci paesi europei ed extraeuropei,  che sperimentano visionari e innovativi allestimenti all’aperto.

Grande protagonista di questa edizione il fotografo, curatore e scrittore catalano Joan Fontcuberta con il suo immenso mosaico murale composto da 6075 mattonelle di immagini, foto, selfie, inviate dai cittadini gibellinesi all’artista.  Composte insieme queste singole tessere ci rimandano tre immagini uniche, tre grandi occhi che ci osservano. La gigantesca opera collettiva permanente dal titolo “Gibellina selfie – lo sguardo di tre generazioni” è la più grande opera murale al mondo realizzata dall’artista.

La notizia del fotomosaico è stata trasmessa con grande risalto dai TG nazionali, attraverso video interviste.

E guardando quella immagine in TV la mente è andata indietro di 10 anni quando due brillanti menti spoletine, Carlo Carlini e Silvia Quaranta, realizzavano “Facce da calendario” per conto dell’Associazione Opera Segno dell’Alta Marroggia in collaborazione con la Casa Famiglia Oami di Baiano di Spoleto. Un calendario composto da dodici mosaici raffiguranti le bellezze di Spoleto, in cui le tessere erano i singoli volti degli abitanti della città. Il significato era immediato, le pietre vive di cui è costruita una città sono i cittadini.

L’operazione spoletina ebbe un ottimo successo e grande partecipazione di pubblico. L’intenzione dei due creativi, per il futuro, era quella di stampare i mosaici di foto (ancora non si parlava di selfie) in grandissime dimensioni ed esporli in città, in qualche piazza del centro storico o lungo la mobilità alternativa. Praticamente la stessa idea tanto decantata oggi a Gibellina.

Tutto questo, a Spoleto, nel 2009, ben 10 anni prima di Joan Fontcuberta. Ma probabilmente non saranno stati neanche i primi.

Tanto per dire che spesso più che i soldi contano le idee.