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MAURIZIO LANDINI A SPOLETO

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Per parlare di Sisma e Ricostruzione.

Proprio a dieci anni dal terremoto de L’Aquila, la CGIL invita a Spoleto il suo segretario nazionale per fare il punto della situazione e sentir parlare di progetti e linee programmatiche.

Dopo gli interventi di Ciavaglia, di Bravi e del Sindaco di Spoleto De Augustinis che chiede presenza e supporto per cercare soluzioni allo sviluppo della città, tocca a Gianluca per la Cementir, a Marcello della Ex Pozzi, e ad Adriana di SPI Spoleto.

Ognuno racconta i problemi di chi rappresenta. E cerca soluzioni nelle parole del segretario nazionale.

Ci mette 50 minuti Landini ad illustrare le sue soluzioni. Propone idee, offre disponibilità, si dice pronto a guidare una grande manifestazione di protesta da svolgersi non a Roma ma nel Mezzogiorno per dare l’idea di un paese unito.

Fermo, determinato, motivato e appassionato chiude a Spoleto una tre giorni che lo ha visto incontrare la gente nelle Marche, in Abruzzo, nel Lazio e infine in Umbria.

“Abbiamo voluto incontrare la gente – afferma – perché questa è la missione del sindacato”.

Tre giorni intensi in cui si è potuto misurare un ritardo pesante nella ricostruzione. Siamo in presenza di un blocco delle azioni e degli investimenti.

Il commissario per la ricostruzione che non ascolta le persone e le loro esigenze.

Bisogna ricostruire, dice Landini, la fiducia nella rinascita e soprattutto i collegamenti con le istituzioni.

Ricostruzione fisica insomma, ma anche sociale.

Mettere in campo oltre a progetti di ricostruzione, anche azioni di prevenzione e di messa in sicurezza del territorio.

Serve una legislazione adeguata alle zone sismiche.

Serve stabilizzare i tecnici assunti inspiegabilmente con contratti a tempo determinato.

Questo significa che quando se ne andranno, arriveranno altre persone che dovranno ricostruire una conoscenza che chi se ne va già possiede.

“È il momento di mobilitarsi anche per uscire dal rischio delle infiltrazioni di organizzazioni criminali che vanno dove sono i soldi”.

Riprendere in mano il destino dei lavoratori. “Un paese dove chi lavora è povero, ha qualcosa che non va”.

Propone sviluppo e rispetto della Costituzione Italiana che indica una tassazione diversificata a seconda delle possibilità di ognuno.

Altro che Flat Tax.

E poi, da quando la politica parla in inglese (Flat Tax, Welfare…) abbiamo perduto quasi tutti i diritti.

Discorsi equilibrati, senza attaccare nessuno, ma espressi con decisione.

E quando Landini dice che solidarietà ed accoglienza dovrebbero essere le cifre della nostra società per consentire a tutti di crescere, pure il Sindaco appoggiato da forze politiche che almeno a livello nazionale sembra che la pensino diversamente, pure il Sindaco applaude.

L’autore dell’articolo: Moreno Carlini