ZTL e multe automatiche: cosa succede davvero dopo il passaggio sotto i varchi elettronici e quando fare il ricorso.
Entrare per pochi secondi in una Zona a traffico limitato può sembrare un errore banale, ma spesso si trasforma in una sanzione che arriva a distanza di tempo e lascia più dubbi che certezze. Le ZTL sono ormai parte integrante della mobilità urbana italiana e i controlli automatici hanno reso il sistema estremamente efficiente. Capire come funziona davvero l’accertamento delle violazioni e quando una multa può essere contestata non è solo utile, ma in molti casi determinante per evitare di pagare somme non dovute.
Come funzionano le multe ZTL e quando il ricorso ha senso
I varchi elettronici che presidiano le ZTL, presenti in città come Milano, Roma o Treviso, sono dotati di telecamere sempre attive. Al momento del passaggio, il sistema registra la targa del veicolo insieme a data e ora, confrontando immediatamente l’accesso con il database dei veicoli autorizzati. Se la targa risulta regolare, il transito viene annullato. In caso contrario, la violazione viene trasmessa alla polizia municipale, che avvia la procedura sanzionatoria.
Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda i tempi. La legge non richiede la contestazione immediata da parte di un agente, ma stabilisce che la multa debba essere notificata entro 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione. Questo dettaglio è fondamentale, perché una notifica oltre i termini fa decadere l’obbligo di pagamento. È uno dei primi elementi da verificare quando si riceve un verbale a casa.
Dal punto di vista economico, la sanzione prevista dall’articolo 7 del Codice della strada varia da 83 a 332 euro, a cui si aggiungono le spese di accertamento e notifica. Non è prevista la decurtazione di punti dalla patente e chi paga entro cinque giorni dalla notifica può beneficiare di una riduzione del 30%. Tuttavia, non sempre pagare subito è la scelta migliore.

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Fare ricorso non significa appellarsi a distrazioni o giustificazioni generiche. Motivazioni come l’aver seguito il navigatore o il flusso delle altre auto difficilmente vengono accolte. Esistono però situazioni concrete in cui la contestazione ha reali possibilità di successo. Accade, ad esempio, quando si è regolarmente autorizzati all’ingresso ma il pass o il ticket non risultano registrati per un errore amministrativo. Anche i verbali incompleti, privi di dati essenziali sulla violazione, possono essere annullati, così come i casi, rari ma possibili, di errata lettura della targa.
Un altro punto delicato riguarda la segnaletica. Il Codice della strada impone che i segnali di accesso alla ZTL siano ben visibili e leggibili con sufficiente anticipo, in modo da consentire al conducente di cambiare direzione in sicurezza. Se la segnalazione è posizionata in modo scorretto, la sanzione può essere contestata con buone probabilità di esito favorevole.
Particolare attenzione va riservata alle violazioni multiple. Chi, con un’unica azione, attraversa più varchi interni della stessa ZTL può invocare il principio dell’unicità della condotta, evitando di pagare la somma di tutte le multe ricevute. Diverso è il caso di ingressi ripetuti in momenti diversi della giornata: qui le sanzioni sono formalmente legittime, anche se alcune decisioni dei giudici hanno aperto spiragli interessanti per l’annullamento di quelle successive alla prima.








