Gestire più attività con una o più partite IVA richiede attenzione a regole fiscali, contributive e contabili. Ecco cosa valutare per evitare errori e ottimizzare i vantaggi.
La possibilità di gestire partite IVA multiple è un tema di grande interesse per professionisti e imprenditori che desiderano ampliare la loro attività economica o diversificare le fonti di reddito. Alla luce delle normative fiscali e previdenziali vigenti, è importante fare chiarezza su quando conviene aprire più partite IVA e quali sono i rischi connessi a questa scelta.
Quando è possibile avere più attività con la stessa partita IVA
La normativa italiana consente di esercitare più attività economiche sotto la stessa partita IVA, purché vengano indicati nel modello di apertura i codici ATECO corrispondenti a ciascuna attività. Questo significa che non è necessario aprire una partita IVA per ogni nuova attività, ma è sufficiente aggiornare la posizione fiscale comunicando il nuovo codice ATECO all’Agenzia delle Entrate tramite il modello AA9.
Questa procedura è gratuita, salvo eventuali spese per l’iscrizione o la variazione al registro delle imprese presso la Camera di Commercio, che prevedono diritti di segreteria (18 euro) e marca da bollo (17,50 euro). È importante sottolineare che alcune attività richiedono anche l’iscrizione al registro imprese e la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune competente.
Per quanto riguarda la contabilità, l’articolo 36 del DPR 633/72 stabilisce che i soggetti passivi IVA che svolgono più attività devono applicare un’unica imposta sul volume d’affari complessivo, sommando i ricavi di tutte le attività. La contabilità separata è obbligatoria solo in casi specifici come la contemporanea gestione di attività di impresa e lavoro autonomo, il commercio al minuto con il metodo della ventilazione o attività particolari come quelle agricole e di spettacolo.
In termini pratici, la numerazione delle fatture per ogni attività deve essere distinta, mentre la dichiarazione IVA annuale deve includere una sezione dedicata a ciascuna attività. Questa organizzazione permette un controllo più preciso e un corretto adempimento fiscale.

Si possono avere due partite iva? – Spotnews.it
Chi aderisce al regime forfettario deve considerare il limite di ricavi più alto tra quelli previsti per ciascuna attività esercitata per valutare l’accesso o la permanenza nel regime agevolato. Nel caso di attività dello stesso settore, i fatturati devono essere sommati e applicati al coefficiente di redditività corrispondente, mentre per attività in settori diversi si applicano separatamente i coefficienti di redditività specifici.
Un aspetto cruciale riguarda i contributi previdenziali INPS. Chi gestisce due attività con la stessa partita IVA deve iscriversi alla gestione previdenziale dell’attività prevalente, evitando così il pagamento di contributi duplicati. Tuttavia, se si svolgono contemporaneamente un’attività imprenditoriale soggetta alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti e una libera professione senza cassa specifica, iscritta alla Gestione Separata, è previsto il versamento di due contributi distinti.
Aprire due partite IVA può essere conveniente in alcune situazioni specifiche, ad esempio quando le attività svolte appartengono a settori completamente diversi e si vuole mantenere una contabilità separata per una gestione più chiara o per sfruttare regimi fiscali differenti. Inoltre, in presenza di attività con regimi contributivi o previdenziali diversi, mantenere due posizioni distinte può evitare complicazioni nelle dichiarazioni e nei versamenti.
D’altra parte, la gestione di più partite IVA comporta un aumento degli oneri amministrativi e fiscali, oltre al rischio di incorrere in errori nella compilazione delle dichiarazioni o nella corretta attribuzione dei ricavi e delle spese. Per questo motivo, è sempre consigliabile un’attenta analisi preliminare con il proprio commercialista o consulente fiscale.
Professionisti come medici, dentisti o liberi professionisti, che spesso si trovano a svolgere attività diverse o collaterali, devono valutare attentamente se operare con più codici ATECO sotto un’unica partita IVA o aprire posizioni separate. La scelta dipende da fattori quali il regime fiscale applicabile, la gestione previdenziale e la necessità di una contabilità distinta.
Anche per le piccole e medie imprese, la possibilità di aggiungere attività sotto la stessa partita IVA rappresenta un’opportunità per ampliare il business senza dover affrontare ulteriori costi di apertura e gestione. Tuttavia, è fondamentale mantenere un controllo rigoroso sulle attività svolte per evitare problemi con il fisco e con l’INPS.
In ogni caso, l’assistenza di associazioni di categoria come Conflavoro PMI, che offrono supporto continuo nel dialogo con le istituzioni e consulenze specialistiche, può essere un valido aiuto per gestire correttamente la complessità delle normative fiscali e previdenziali.








