Arriva un cambiamento sull’Assegno di Inclusione. E per alcune famiglie l’impatto sul portafoglio si farà sentire più del previsto.
C’è una misura che, più di altre, continua a rappresentare un punto di riferimento per migliaia di nuclei in difficoltà economica. Anche nel 2026 l’Assegno di Inclusione rimarrà uno strumento di primo piano per il contrasto alla povertà, anche se questa continuità, da sola, non basta a rassicurare tutti.
Dietro la conferma formale, infatti, si nascondono modifiche che incidono soprattutto su chi è chiamato a rinnovare la prestazione dopo un primo periodo di fruizione. Cambiamenti che, letti sulla carta, possono sembrare tecnici, ma che nella pratica hanno effetti molto concreti sulle entrate mensili.
Si tratta di una “doccia fredda” per molti beneficiari: il sussidio non si interrompe più, ma riparte con un importo dimezzato. Un dettaglio che rischia di cogliere impreparati soprattutto i cittadini meno esperti, ma molto interessati a capire cosa li aspetta nei prossimi mesi.
Chi può continuare a ricevere l’Assegno di Inclusione
Dal punto di vista dei requisiti, il 2026 non introduce rivoluzioni. La platea dei destinatari resta invariata e comprende persone che vivono situazioni di particolare fragilità: anziani con più di 60 anni, minori, cittadini con disabilità significativa, nuclei seguiti dai servizi sociali e famiglie con carichi di cura rilevanti.

Rinnovo dell’Assegno di Inclusione senza stop, ma con una prima mensilità ridotta-spotnews
Anche le soglie economiche non cambiano. L’ISEE massimo rimane fissato poco sopra i 10 mila euro, mentre il reddito familiare annuo non deve superare determinati limiti, più elevati per i nuclei composti esclusivamente da anziani o persone con disabilità grave. A questi parametri si aggiungono i tetti sul patrimonio immobiliare e mobiliare, pensati per indirizzare il sostegno a chi ne ha effettivo bisogno.
In parole semplici, chi aveva diritto all’Assegno di Inclusione nel 2025 continuerà ad averlo anche nel 2026, a patto che la situazione economica e familiare resti nei limiti previsti.
La vera novità riguarda il momento del rinnovo. Finora, al termine di un ciclo di erogazione, era previsto un mese di pausa obbligatoria. Dal 2026 questo “buco” viene eliminato: chi presenta la nuova domanda può continuare a ricevere il sussidio senza interruzioni. Una buona notizia? Solo in parte. Contestualmente scompare anche il contributo straordinario che in passato serviva ad attutire l’impatto dello stop. E soprattutto, la prima mensilità del nuovo ciclo arriva con un importo ridotto del 50%.
Per chi vive di entrate limitate, anche una riduzione temporanea può pesare. È quindi fondamentale pianificare il rinnovo con consapevolezza, sapendo che il primo mese del nuovo ciclo sarà più leggero.








